martedì 19 gennaio 2016

La macchina per scrivere

Nei primi anni '70 i miei genitori  mi regalarono per Natale una macchina per scrivere, allora in voga, perché sapevano che mi serviva per ''battere'' la tesi, avendo già superato ormai tutti i trenta esami dell'Università. Infatti in sei mesi l'ho ''finita e battuta'' con quella macchina. Così sono riuscito a laurearmi! Dopo mi è servita anche per battere una ''Bozza della tesi'' di mia  moglie!

Ma perché scrivo ciò?

Perché domenica scorsa sono andato in cantina per sistemare alcuni vecchi libri. Ad un tratto, con mia grande meraviglia, vedo una valigetta di cartone con la scritta ''Olivetti Lettera 22''.
Apro la scatola e trovo una piccola macchina da scrivere portatile. Me ne ero dimenticato che fosse lì. Quanti ricordi mi sono venuti in mente!



Questo celebre modello è stato il precursore di tutti i PC portatiliPesava solo 3 Kg. e, in Italia ne sono state vendute molti esemplari in vari anni. Costava meno rispetto al prezzo delle macchine da scrivere classiche che c'erano sulle scrivanie degli uffici, ma era elevato in confronto al costo attuale d'un moderno PC o Tablet.   Le misure della Lettera 22 sono: 8,3 × 29,8 × 32,4 cm e ciò la rendeva estremamente funzionale al trasporto per i canoni dell'epoca.


Come era stata ideata questa macchina?

La Mitica Lettera 22 ebbe grande successo per l'Olivetti e ricevette premi sia in Italia, che all'Estero come miglior prodotto di design nel secolo scorso.Veniva prodotta nello stabilimento Olivetti di Agliè, vicino a Ivrea. La linea fu progettata dall'architetto e designer Marcello Nizzoli, (collaboratore dell'azienda di Ivrea), in collaborazione con l'ingegnere Giuseppe Beccio.
La tastiera è incorporata nella ''carrozzeria in alluminio'', il rullo è incastrato senza nessuna emergenza, fatta eccezione per la manopola, rispetto al piano orizzontale della macchina; la leva dell'interlinea è emergente ma più compatta nel corpo della macchina rispetto alle vecchie, per rispondere alle esigenze di trasportabilità e di limitato ingombro.
L'unità della carrozzeria è ottenuta, tramite la divisione della scocca in due parti per consentire la pulizia dei martelletti, la sostituzione del nastro di scrittura e un più facile accesso agli altri dispositivi.
Veniva venduta accompagnata da una valigetta in cartone con maniglia in modo da agevolarne il trasporto, come ho detto prima.
La Lettera 22 è una macchina con leve di scrittura a pressione. Ogni volta che viene premuto un tasto di scrittura il martelletto corrispondente va a battere sul nastro con inchiostro rosso o nero, dietro al quale sta il foglio di carta sul quale viene così impresso il simbolo corrispondente.



Una piccola leva situata in alto a destra della tastiera può essere usata per controllare la posizione del nastro e selezionare la stampa in colore nero, rosso o senza inchiostro (in caso di copie con la carta carbone).
Il movimento del nastro, che si ha a ogni pressione, cambia direzione automaticamente quando il nastro è finito su entrambe le ruote.
La tastiera è del tipo delle macchine italiane (a parte le moderne tastiere per computer).
Oltre ai tasti di scrittura la tastiera include una barra spaziatrice, due tasti delle maiuscole, un tasto fissamaiuscole, il tasto di ritorno e un tasto di tabulazione.

Mi ricordo che sono stati molti gli scrittori e i giornalisti che hanno trovato nella Lettera 22 una compagna ideale per il proprio lavoro, come Enzo Biagi e soprattutto Indro Montanelli, che non se ne separò mai.

Mai un prodotto industriale italiano ebbe allora tanto successo in breve tempo, ma poi ne fu rapidamente dimenticato!!!

4 commenti:

Ambra ha detto...

Eh si, la Lettera 22 è servita a molti per la tesi, me compresa. Un prodotto di successo perché creato al momento giusto. La mia è in un armadio in alto a casa di mio figlio che ha una casa grande dove c'è molto spazio.
Oggi è uno strumento inutilizzabile. E' un po' la storia e la fine del Commodore.

Luigi ha detto...

caro Stefano, quanti ricordi legati a questa macchina!!!

p.s. manca una H nel titolo del post

Stefano ha detto...

Benissimo cara Ambra
Sono contento che anche a te e'servita molto!
Comunque sono bei ricordi. Ciao

Stefano ha detto...

Proprio cosi' caro Luigi.
Tanti ricordi.
P. S. Grazie che te ne sei accorto della mancanza della h.
Forse il post dovevo batterlo con la Lettera 22.
Ciao e grazie ancora!