martedì 12 gennaio 2016

Roma - Castel Sant'Angelo

Quest'anno per le vacanze di Natale sono andato a Roma perché mio figlio, mia nuora e naturalmente la mia nipotina, si sono trasferiti, per motivi di lavoro, da Venezia a Roma!
Trovandomi nella Capitale durante il periodo del Giubileo della Misericordia, mia moglie mi ha chiesto di andare a San Pietro per passare dalla Porta Santa e ovviamente a mezzogiorno, ricevere la benedizione di Papa Francesco dalla famosa finestra.
Finendo la funzione religiosa e procedendo verso la Via della Conciliazione mi trovo di fronte la mole imponente del grandioso “Castel Sant'Angelo“, voluto da Adriano come tomba per se stesso e per i suoi successori, la cui realizzazione fu forse affidata all’architetto Demetriano.
Il Castello non l'avevo mai visto internamente, l'ho sempre guardato con ammirazione solo da fuori; così siamo andati casualmente a visitarlo, fortunatamente con una bravissima guida.


Iniziato intorno al 123 e terminato un anno dopo la morte dell’Imperatore da Antonino Pio, accolse le sepolture della famiglia imperiale fino a Caracalla, ucciso nel 217 d.C.
Originariamente il Mausoleo era costituito da un basamento quadrato sul quale poggiava una costruzione cilindrica rivestito di blocchi di tufo e travertino. Agli angoli del basamento si ergevano gruppi statuari e anche gli angoli del corpo circolare erano probabilmente sormontate da statue. Aureliano, nel 271 d.C., fece del Mausoleo Imperiale un avamposto fortificato, recingendolo di mura turrite ; la porta che si apriva in questa cinta fu detta poi porta San Pietro.
Teodorico fu il primo a farne un carcere, che mantenne pero’ anche il carattere di fortezza consentendo, nella guerra gotica, il controllo della citta’ in mano a Belisario da parte di Totila. Urbano V considerando Castel Sant’ Angelo come unica garanzia del controllo di Roma, lo affido’ ad una guarnigione francese, ma fu rioccupato nell’ Aprile 1379 dai Romani in rivolta che tentarono di raderlo al suolo. Bonifacio VIII e l’ architetto Nicolo’ Lamberti lo trasformarono in caposaldo imprendibile del potere temporale dei papi, che non di rado vi dimorarono nell’ appartamento ampliato a meta’ 500 da Paolo III e che qui custodirono il loro archivio piu’ segreto e il tesoro della Chiesa.
L’attuale configurazione del complesso prese forma con i restauri iniziati a fine 800, quando l’innalzamento degli argini del fiume e del Lungotevere ne spezzarono il rapporto con il corso d’ acqua e con il ponte.

Oggi la mole si presenta con una cinta quadrata in basso, rafforzata agli angoli dai bastioni di San Giovanni a destra e di San Matteo a sinistra ; ai vertici opposti, i bastioni di San Luca e di San Marco; lungo la cortina tra i bastioni di San Giovanni e di San Luca è stato ricostruito il portale d’ ingresso del castello che, eseguito nel 1556 da Giovanni Sallustio Peruzzi per Paolo IV, fu spostato da Urbano VIII nel 1628 sul corpo di guardia esterno, pure demolito ( 1892 ) per l’ apertura del lungotevere.
Al piano superiore le stanze settecentesche riservate al vice castellano e, sulla grande terrazza, la statua bronzea dell’Arcangelo Michele che rinfodera la spada.


Dal Lungotevere giunti al portone che fronteggia il ponte, si piega a destra e costeggiando le mura si raggiunge il portone detto del Peruzzi sul lato orientale. Superata la biglietteria, si incontrano a sinistra due delle celle radiali romane nelle quali sono esposte una raccolta di epigrafi e di marmi medievali e moderni e tre plastici didattici che riproducono il castello ai tempi di Alessandro VI e di Urbano VII. Proseguendo nell’ ambulacro, ricavato da Bonifacio IX tra il cilindro romano e la cinta quadrata, si ritorna in corrispondenza del Portone d’ ingresso sul lungotevere e si scende per una scala moderna, raggiungendo, al livello originario del mausoleo, il grandioso Dromos con volte a botte che termina in un vestibolo concluso da una grande nicchia dove era la statua di Adriano.



 Da qui ha inizio la rampa elicoidale ricoperta solo nell’ 800 e liberata del riempimento che la ostruiva dal tardo Medioevo, le cui pareti presentano un apparato murario di tecnica raffinata. Lunga 15,5, la rampa sale con lieve pendenza, compiendo un intero giro perimetrale del grande corpo cilindrico e superando un dislivello di m. 12. Terminata quella elicoidale, si imbocca a sinistra la rampa diametrale, ricavata nell’ intera mole cilindrica quando fu interrata la rampa elicoidale per consentire l’ accesso alla parte centrale della fortezza solo attraverso un ponte levatoio. Percorrendola si attraversa, grazie ad un ponte costruito da Giuseppe Valadier nel 1822, la sala delle Urne cinerarie, tradizionalmente ritenuta quella nella quale furono deposte le spoglie dell’ Imperatore Adriano e si raggiunge poi il pianerottolo.


Percorrendo ancora un altro tratto di rampa si giunge al Cortile D’Onore, detto anche dell’Angelo per la presenza, come già detto prima, della statua marmorea dell’Arcangelo Michele e da dove si ammira una parte del bellissimo panorama di Roma! 


Infine percorrendo la Galleria Semicircolare o “ Giretto di Pio IV “ si affacciano le piccole camere usate dapprima come abitazioni dei familiari della corte papale, poi come prigioni militari.

Ne è valsa davvero la pena visitarlo! 

6 commenti:

Maria A. ha detto...

Non conoscevo bene la storia del Castel Sant'Angelo!
Grazie Stefano. Saluti, Maria A.

Stefano ha detto...

Ciao Maria Antonietta
Grazie a te per essere passata dal mio blog.
Ti auguro Buon Anno, Ciao

EriKa Napoletano ha detto...

Ciao Stefano, lo sai che vado a Roma spesso perchè mia figlia ci vive e non l'ho mai visitato all'interno?
Auguro a te e famiglia un Sereno Anno Nuovo. Un abbraccio da Bari.
Erika

Luigi ha detto...

e poi dalla terrazza c'è una vista spettacolare sulla città!!!
Buon anno Stefano

Stefano ha detto...

Ciao Erika
Buon Anno anche a te e famiglia.
Vai a visitarlo, mi è piaciuto molto!
Comunque grazie. A presto

Stefano ha detto...

Caro Luigi
Buon anno anche a te. Vedi un panorama della Città
Eterna veramente spettacolare! Ho fatto alcune Foto.
Ciao