mercoledì 30 marzo 2016

La Pinacoteca e l'Accademia di Brera

C'è  una zona, nel cuore di Milano, dove il richiamo dei negozi e dei ristoranti cede il passo al fascino silenzioso dell'arte. Parlo di Brera, un suggestivo quartiere fatto di vicoli e palazzi d'epoca, nel quale si erge la storica Pinacoteca di Milano, un Museo unico al mondo, che vanta i più grandi capolavori della pittura lombarda e veneta del '400 e '500 (ma non solo) e la cui storia affonda nelle radici del Belpaese.



Cortile e monumento a Napoleone
Nata per volontà dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, per impulso del conte Carlo Giuseppe di Firmian, fu eretta a fianco dell'Accademia di Belle Arti nel 1776. Primo segretario dell'istituto fu l'erudito abate Albuzio.
Due anni dopo fu sostituito da Carlo Bianconi, che per un ventennio si prodigò a sviluppare l'istituzione e la scarsa dotazione iniziale. Anime della nuova istituzione furono però l'architetto Giuseppe Piermarini, allievo di Luigi Vanvitelli, e il decoratore ticinese, formatosi nell'Accademia di Parma, Giocondo Albertolli.
Scopo manifesto era la creazione di maestranze che sapessero far fronte al nuovo ruolo assunto da Milano con la nomina dell'arciduca Ferdinando a capitano generale dello Stato. Dopo secoli, in città tornava una corte degna di questo nome e si rendevano necessari interventi edilizi radicali, con la costruzione di palazzi pubblici e privati. Primo banco di prova di maestri e allievi dell'Accademia fu la costruzione a Monza della residenza estiva dell'arciduca, nota oggi come Villa Reale.
Le cose cambiarono radicalmente dopo la campagna d'Italia di Napoleone (1796) e il definitivo affermarsi della dominazione francese. Nel 1801 venne nominato segretario Giuseppe Bossi, già allievo dell'Accademia, che si impegnò ad arricchire con gessi e libri la dotazione didattica e dal 1805 organizzò mostre pubbliche.
 Nel periodo Napoleonico numerose chiese e monasteri vennero soppressi e i loro beni requisiti.
Le opere migliori vennero spedite a Parigi mentre con quelle restanti si decise di costituire nelle principali città del regno una Pinacoteca. Sorsero così le grandi Gallerie di Venezia, Bologna e Milano. La Pinacoteca di Milano doveva svolgere il compito di compendio della produzione artistica del Regno.


Una sala della Pinacoteca
Il grande Palazzo di Brera, oltre alla Pinacoteca, ospita anche altre istituzioni: la Biblioteca Nazionale Braidense, l'Osservatorio di Brera, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l'Accademia di Belle Arti.
L'edificio era stato costruito nell'antica, incolta terra "braida" (o "breda", parola che nella bassa latinità aveva il significato di campo suburbano), da cui presero il nome Brera tanto il palazzo quanto il quartiere. Il palazzo si apre su un cortile circondato da un elegante porticato su due piani, al cui centro è situato il Monumento a Napoleone I ideato da Antonio Canova.

Con le sue 38 sale, di cui quattro principali, chiamate non a caso Napoleoniche, la Pinacoteca iniziò velocemente a ospitare sempre più opere importanti, tra le quali vi ricordo:
Cristo morto di Andrea Mantegna, la Cena in Emmaus di Caravaggio, la Pietà di Giovanni Bellini, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, Pascoli di Primavera di Giovanni Segantini ed infine la versione originale de Il Bacio di Francesco Hayez.


Cristo di Mantegna
Bacio di Hayez



 



Cena in Emmaus di Caravaggio
Vi ricordo inoltre che, già dal 17 marzo, nella sala XXIV di Brera si possono vedere dal vero, una accanto all'altra per la prima volta, le due pale d'altare con ''Lo Sposalizio della Vergine'' entrambe dipinte una dal Perugino e l'altra da Raffaello nel 1504.
Quella del Perugino è arrivata dalla Francia, dal Musèe des Beaux Arts di Caen; invece lo Sposalizio di Raffaello è una delle icone di Brera. Saranno esposte insieme fino al 27 giugno 2016.

Sposalizio Vergine del Perugino e di Raffaello
Per concludere, Brera è uno dei Musei Italiani più invidiati al mondo, grazie anche alla collezione di molte opere religiose. Nel 2015, con l'evento dell'EXPO, la Pinacoteca è stata il sito più visitato di Milano, soprattutto dagli stranieri.

Mi dispiace dirlo, ma Brera resta un'illustre sconosciuta a moltissimi Italiani per quanto riguarda il numero di visite che fanno!

2 commenti:

Ambra ha detto...

Sai che ci sono appena stata? Comunque la visita richiede parecchio tempo, ma avendo la fortuna di abitare a Milano, ho visitata Brera più volte per gustarmi ogni pezzetto.
Hai ragione comunque, in Brera trovi più stranieri che italiani.

Stefano ha detto...

Bravissima Ambra, hai fatto bene.
Hai ragione quando dici che ci vuole molto tempo
Per visitare bene la Pinacoteca.
Un caro abbraccio, Stefano G.