mercoledì 21 dicembre 2016

Auguri di Buone Feste


 
 

 
STEFANO di
 
''SEMPLICI CONVERSAZIONI''

augura a tutti gli amici Blogger


 BUONE FESTE!!!

giovedì 15 dicembre 2016

La Madonna della Misericordia a Milano

Trovandomi in Galleria, ieri mattina ho deciso di fare la fila davanti a Palazzo Marino, sfidando il freddo, per vedere un'opera importantissima di Piero della Francesca.
Icona" del Giubileo appena concluso, la preziosa Pala quattrocentesca è esposta per tutto il periodo natalizio. Il dipinto si trova nella Sala Alessi del palazzo, proseguendo quindi un’ormai consolidata tradizione, che vede l’esposizione gratuita, tra dicembre e gennaio, di un’opera artistica particolarmente celebre e importante. L'inaugurazione è stata il 5 dicembre, alla presenza del Cardinale Scola.


Madonna della Misericordia di Piero della Francesca

La Madonna della Misericordia giunge in prestito da Sansepolcro, la cittadina toscana al confine con l’Umbria in cui è nato lo stesso Piero della Francesca. La tavola, infatti, costituisce il pannello centrale di un grande polittico, che oggi, pur privo della cornice originale, è stato ricomposto nel locale Museo Civico.
Il complesso apparato venne commissionato all’illustre concittadino dalla Confraternita della Misericordia, nel 1445. Ma, oberato di impegni e spesso in viaggio, Piero riuscì a consegnare l’opera soltanto quindici anni più tardi.



Madonna della Misericordia

D’altra parte il polittico è davvero monumentale, costituito com’è da più di 20 tavole (per oltre 270 centimetri di base e 330 di altezza), con la raffigurazione dei santi particolarmente venerati nel territorio sansepolcrino (tra i quali san Bernardino da Siena, che fu canonizzato proprio in quegli anni, nel 1450), e la rappresentazione dell’Annunciazione e della Passione di Gesù, fino alla sua Risurrezione.

Da un punto di vista stilistico, colpisce come l’opera presenti elementi “arcaici”, legati cioè alla tradizione tardomedievale, come ad esempio l’impiego dell’oro a far da sfondo alle figure, insieme a soluzioni decisamente moderne e innovative, quindi pienamente rinascimentali, come l’impostazione massiccia delle figure, ispirate evidentemente a Masaccio, e lo “sforamento” di alcuni dettagli nelle tavole contigue, così da creare un effetto di continuità in tutta la composizione.
Il cui “punto focale”, com’è evidente, è costituito proprio dalla pala con la Madonna della Misericordia.


La Vergine appare imponente, di proporzioni decisamente maggiori rispetto alle figure inginocchiate ai suoi piedi. È la “Regina del Cielo”, maestosa, con tanto di corona sul capo, coperto da un velo ricamato. Con mossa solenne, ella allarga le braccia tenendo con entrambe le mani i lembi del suo mantello, in un gesto che si rivela allo stesso tempo d’affetto e di protezione. Il suo volto mostra un’intima concentrazione, gli occhi pudicamente abbassati, ma sulle labbra già affiora un sorriso di gioiosa serenità.
Quattro uomini si prostrano, supplici e adoranti, alla destra della Madonna. Altrettante donne la invocano alla sua sinistra. I visi sono talmente caratterizzati da far pensare a dei ritratti, a delle persone, cioè, legate alla Confraternita della Misericordia o comunque care al maestro. Il personaggio con i capelli rasati e vestito di rosso, all’estremità sinistra per chi guarda, sembra comparire anche in altre opere del pittore toscano. E lo stesso Piero della Francesco, secondo una radicata voce popolare, si sarebbe autoritratto in quel giovane uomo che leva il suo sguardo verso Maria.

Ma non è soltanto la comunità di Sansepolcro a stringersi attorno alla Vergine. Quelle figure, infatti, differenti per età e abbigliamento, e quindi di diversa condizione sociale, laiche e religiose, rappresentano infine l’intero popolo di Dio, che negli affanni della vita e tra le vicende del quotidiano implora la divina misericordia tramite l’intercessione della Madonna.
Figli che, consapevoli delle proprie fragilità, memori delle debolezze del corpo come dello spirito, ancora e sempre cercano la protezione amorevole della Madre, quasi come pulcini che si mettono sotto l’ala della chioccia, secondo un’immagine di premurosa tenerezza evocata da Gesù stesso, così come riporta il vangelo di Matteo.

Attorno a quel grembo in cui il Verbo si è fatto carne, attraverso il quale la Salvezza è scesa fra gli uomini, e che per questo Piero della Francesca mostra come ancora “gonfio”, pregno, a ricordare che lei, la Vergine, è la “piena di grazia”, per sempre e da sempre. E quasi a suggerire un’altra emozionante immagine da lui stesso dipinta per la piccola chiesa di Monterchi, la sublime Madonna del parto.
Per questo, alzando lo sguardo verso il ventre di Maria, noi spettatori come gli uomini e le donne oranti accanto a lei, i nostri occhi intercettano un particolare che a prima vista sembra soltanto un dettaglio ornamentale, e che invece ha un’importanza fondamentale: è quella cintura il cui nodo forma una croce. Sì, perché è proprio lì, ci ricorda il nostro pittore, la fonte di ogni Misericordia.

La «Madonna della Misericordia» di Piero della Francesca è esposta dal 6 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 20 (Ingresso libero).

mercoledì 7 dicembre 2016

Animali in famiglia

Se il 2015 è stato l’anno in cui per la prima volta, da un secolo a questa parte, la popolazione italiana è calata (meno 138 mila unità) e il numero di nascite ha toccato il picco negativo di appena 488 mila bambini, fa ancor più impressione scoprire che alle culle vuote si accompagna invece sempre più il dato di una presenza massiccia di animali domestici nelle nostre case.
Se gli umani residenti sono circa 60 milioni, altrettanti sono gli animali domestici (o da compagnia).


Animali in famiglia
Certo per arrivare a mettere insieme questi 60 milioni bisogna contare 30 milioni di piccoli pesciolini colorati che stanno nei nostri acquari, 13 milioni di canarini e altri uccelli oltre 3 milioni tra piccoli roditori e rettili. Cifre impressionanti e rappresentative di una tendenza, che però ha sicuramente il suo cuore più significativo nei 14 milioni di cani e gatti che vivono nelle famiglie degli italiani, anzi è forse più esatto dire che fanno parte di queste famiglie.
I gatti sono un po’ più dei cani (51,8% contro 48,2%), ma in realtà le famiglie con un cane sono più numerose (21,5%) di quelle con un felino (19,1%), questo perché succede più spesso che ci sia chi di gatti ne ha più di uno.
Sulla base di questa fotografia si può tranquillamente dire che ben più della metà delle famiglie (le stime indicano un 55% circa) ha un animale da compagnia in casa e che comunque un 40% di nuclei famigliari ha un cane o un gatto con cui convive.


Cane e gatti (immagine dal Web)
Il dato è stabile negli ultimi anni, ma in una crisi che ha tagliato tante spese quella per questo tipo di amici non ne ha certo risentito, anzi. Questo perché gli italiani sono convinti che avere un animale faccia bene, generi benessere (soprattutto psicologico), favorisca uno stile di vita sano e piacevole, stimoli anche l’intelligenza e le relazioni. Cioè una sorta di cura che aiuterà a far camminare i pigri, sorridere i depressi, comunicare gli asociali, ringiovanire gli anziani e responsabilizzare i bambini.
Del resto, specie cani e gatti, con le evoluzioni demografiche e urbane degli ultimi decenni, svolgono una vera e propria funzione sociale, causa l’aumento dei nuclei famigliari composti da persone sole, specie tra gli anziani, e la crescita dello stile di vita tipico delle città (grandi e non solo) che non aiuta certo la relazione e la socializzazione.
Dunque ben venga il doversi preoccupare di una bestiola che comunque non mancherà di ricambiare abbondantemente le nostre attenzioni.

Cardellini
Le considerazioni positive sul ruolo degli animali che valgono per gli adulti e gli anziani, valgono anche per i bambini, nel senso che comunque interagire con un cane, un criceto o altro, prendersene cura, rispettarlo aiuta e stimola i nostri figli.
 Nell’evoluzione del nostro rapporto con gli animali, come abbiamo visto sempre più caricato di contenuti sociali, occorre ovviamente evitare eccessi e deformazioni, rispettando la natura di cani, gatti, che anche se vivono e condividono tanti momenti con noi, cani e gatti restano, con le loro esigenze e abitudini.
L’errore, secondo me, è umanizzare e antropomorfizzare l’animale. Questo diventa un problema, perché si sovrappongono i nostri desideri e bisogni ai suoi.
Dunque equilibrio, informazione e conoscenza sono armi importanti e fondamentali per chi possiede un animale. Informazione che aiuta anche nel gestire le spese che la presenza di questi ''animali'' comporta. Spese che, per garantire una migliore alimentazione, stanno aumentando in maniera significativa e costante anche in questi anni difficili per la nostra economia.


Pesciolini Rossi
Ovviamente, oltre al cibo c’è poi tutto il reparto accessori. Le statistiche segnalano un particolare aumento dei prodotti antiparassitari, segno dell’attenzione per la salute e il benessere delle nostre bestiole.
Poi c'è chi va ben oltre e cerca più di curare l’estetica che la sostanza, spendendo tanti euro per un guinzaglio all’ultimo grido, cappottini e altro.