martedì 31 gennaio 2017

Segreti tecnici di Canaletto e Bellotto

La scorsa settimana finalmente sono andato a visitare la mostra:

''Bellotto e Canaletto. Lo Stupore e la Luce''
 
 che attualmente si svolge a Milano alle Gallerie d'Italia in Piazza della Scala.


Gallerie D'Italia
Questa mostra presenta cento opere tra dipinti, disegni e incisioni, un terzo delle quali mai esposte prima in Italia.
Il progetto espositivo è dedicato al genio pittorico e all’intelligenza creativa di due artisti di spicco del Settecento Europeo: Antonio Canal, detto “il Canaletto”, e suo nipote Bernardo Bellotto, Infatti, seppero trasformare il Vedutismo Veneziano da genere peculiare, a corrente d’avanguardia che caratterizzò il Settecento.

Le opere di entrambi presentano tecniche che influenzeranno in vario modo la fotografia e il cinema in futuro, e sono rappresentative di un periodo storico importante per il Bel Paese.
Infatti la prima cosa che mi ha colpito della mostra, naturalmente dopo gli stupendi quadri, è stata la Camera Ottica, proveniente dal Museo Correr di Venezia, dove solitamente è conservata.
Si dice che ne esistessero di grandi dimensioni, ma anche di dimensioni più ridotte, come quelle utilizzate da Caneletto, con treppiede. Il pittore si metteva un telo sulla testa e sulle spalle, come avveniva per i primi fotografi, per isolarsi dalla luce e ricalcare le linee degli edifici, le finestre, la prospettiva.

Camera Oscura in Mostra
Le camere oscure portatili erano costruite con uno specchio girevole e una lente alla sommità di una tenda di piccole dimensioni. Un’evoluzione successiva fu la creazione di uno strumento in forma di scatola munita di specchi, lenti e schermi .
Se lo schermo era costituito da un foglio su cui tracciare le linee che definiscono gli oggetti, diveniva possibile rilevare con grande precisione una veduta. Già all’inizio del XVII secolo sembra che lo stesso Keplero abbia inventato una camera oscura portatile.


Esempio funzionamento - Fonte Web
Così operavano Canaletto e Bellotto portando le loro camere ottiche nelle calli veneziane. All’Accademia di Venezia è conservato uno dei suoi quaderni di appunti contenente disegni che, collegati in gruppi da due a quattro, formano delle vedute continue.
Una volta rilevate più vedute, ottenute orientando in varie direzioni l’obiettivo della camera ottica, e dopo aver annotato colori ombre, il Canaletto componeva in studio i dipinti corrispondenti, usando naturalmente compassi rapportatori e pantografi per dare alle vedute la dimensione opportuna.
Si ritiene comunque che Canaletto facesse segretamente della camera un uso solo preliminare, soprattutto per i particolari. Al contrario, l'adozione dello strumento da parte del nipote Bernardo Bellotto è stata sistematica, anche perché i due Veneziani hanno avuto diverse commissioni di dipinti da parte della classe Europea del tempo.


Canaletto - Ponte del Rialto
  
Bellotto - Ponte di Rialto
In conclusione, l'uso della camera ottica da parte di Canaletto e Bellotto  ormai è accettato dalla critica, dopo un acceso dibattito, alcuni decenni or sono, a Venezia.
Ma, a parte dei segreti tecnici utilizzati dallo zio prima e dal nipote poi, rimangono comunque tra i più grandi vedutisti Veneziani del Settecento, soprattutto nei particolari.
 
Ritengo che questa mostra sia da visitare entro il 5 Marzo 2017, naturalmente chi potrà!

2 commenti:

Annamaria ha detto...

Avevo già intenzione di vedere la mostra. Ma il tuo post mi ha invogliato ancora di più.
Grazie,Stefano, e buona serata!!!

Stefano ha detto...

Vai Annamaria!!!
Ne vale la pena. Però troverai più dipinti di Bellotto
e meno di Canaletto. Comunque è interessante.
Un abbraccio. Stefano G.