giovedì 22 febbraio 2018

Il Barbaresco

Sono andato a trovare un mio amico che abita nelle Langhe, a pochi chilometri da Alba.
Sono abituato a pensare che il Barolo fosse il solo ''re dei vini'', invece c'è un fratello nobile quanto lui, ovvero il Barbaresco, perchè viene ottenuto dallo stesso vitigno, cioè dal Nebbiolo in purezza, diventando nel 1966 il primo vino DOC Italiano, assieme al Barolo.

Due vini simili ma con una storia diversa.

 
La coltivazione del Nebbiolo in questa zona ha origini molto antiche: secondo alcuni furono i Galli i primi ad essere attratti dal vino Barbaritium e per questo giunsero in Italia. Altri sostengono che il Barbaresco derivi il suo nome dalle orde Barbariche che causarono la caduta dell'impero Romano.

Sebbene il paese di Barbaresco fosse conosciuto per la qualità delle sue uve Nebbiolo, spesso vendute a produttori di Barolo, la data di nascita riconosciuta del vino Barbaresco è il 1894, quando la Cantina Sociale di Barbaresco fu fondata. Un ruolo fondamentale fu quello del generale Paolo Francesco Staglieno, responsabile della prima versione del vino da uve Nebbiolo secco attorno al 1830.
Domizio Cavazza, un giovane e brillante agronomo nato a Modena, venne nominato come primo Direttore della Scuola Enologica Reale di Alba nel 1881 e si appassionò subito di Barbaresco, dove comprò una tenuta nel 1886. Coltivò Nebbiolo e con un gruppo di nove viticultori fondò la Cantina Sociale, che venne dotata di botti e equipaggiamento enologico per produrre quello che viene considerato il primo vino ufficialmente chiamato Barbaresco. Dopo un buon inizio Barbaresco affrontò un periodo difficile con la seconda guerra mondiale e la prematura morte di Cavazza nel 1915.

Nel comune di Neive, al servizio del conte di Castelborgo, operò l'enologo e mercante Louis Oudart che attrezzò la cantina e che produsse con le uve Nebbiolo un vino secco, stabile e quindi commerciabile, che con il nome "Neive" ottenne una medaglia d'oro all'Esposizione di Londra del 1862. Con le stesse tecniche utilizzate dall'Oudart per il "Neive", trent'anni più tardi fu prodotto nel Castello di Barbaresco il primo vino Barbaresco.


Il paese di Barbaresco con la Torre del castello
Non fu fino alla fine degli anni '50 che Barbaresco riguadagnò la propria fama grazie soprattutto ad una nuova generazione di giovani produttori, tra cui Bruno Giacosa e Angelo Gaja.
Inoltre, il parrocco di Barbaresco, Don Fiorino Marengo, fondò la Cantina Cooperativa Produttori del Barbaresco, continuatrice della originale visione di Cavazza di creare una cooperativa che facesse vini eccellenti e consentisse di fermare l'esodo di giovani agricoltori che abbandonavana la campagna.

A tavola gli abbinamenti consigliati sono: Arrosti, bollito misto, selvaggina e anche formaggi e il Barbaresco va servito a una temperatura di 16-18°. E' bene stappare la bottiglia 1-2 ore prima.

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