mercoledì 10 ottobre 2018

Mostra su Margherita Sarfatti

Amici, sabato scorso sono ritornato dalle mie lunghe vacanze, ma prima mi premeva visitare le due mostre su Margherita Sarfatti, (promotrice dell'arte italiana del '900), una al Mart di Rovereto (dato che mi trovavo a Riva del Garda) e l'altra al Museo del Novecento di Milano (domenica scorsa).

Ai più, Margherita Sarfatti (Venezia, 1880 - Cavallasca, 1961), giornalista e attivissima critica d’arte che lavorò soprattutto nel periodo tra le due guerre, è nota per lo più a causa della sua relazione con Benito Mussolini. Ma si tratterebbe di ridurre notevolmente la statura di una delle figure più importanti della cultura del Novecento in Italia, perché Margherita Sarfatti ebbe un ruolo da protagonista assoluta nel dibattito sul rapporto tra classicismo e modernità nell’arte del tempo e nella promozione di molti artisti divenuti poi grandi della storia dell’arte italiana.

Ritratto di Margherita Sarfatti nel 1920
 
La doppia mostra, a Rovereto e a Milano, esplora la sua complessa figura: due rassegne autonome ma complementari, ognuna dedicata ad aspetti diversi di questo personaggio così importante.
Si tratta di ''Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano'' ( dal 21 settembre 2018 al 24 febbraio 2019) e di ''Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo''(a Rovereto, dal 22 settembre 2018 al 24 febbraio 2019).

La mostra milanese, promossa e prodotta con il Comune di Milano Cultura, propone al pubblico un percorso espositivo che, attraverso circa novanta opere dei protagonisti del movimento Novecento Italiano, di cui Margherita Sarfatti fu critica ufficiale e animatrice, permette ai visitatori di seguire le vicende di quella stagione così feconda che vide sorgere gli astri di Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Adolfo Wildt, e ovviamente dei sette artisti che, assieme a Sarfatti, nel 1922 alla Galleria Pesaro di Milano fondarono il movimento (Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Emilio Malerba, Pietro Marussig, Ubaldo Oppi e Anselmo Bucci).

Le opere vengono contestualizzate da filmati e fotografie, lettere, inviti ai vernissage, libri d’epoca, e anche abiti, vetri e arredi, con un approfondimento da più prospettive sulla Milano degli anni Dieci e Venti nel XX secolo.

Ritratto di M.Sarfatti - Scultura di Adolfo Wildt
Se la mostra milanese si concentra soprattutto su quanto accadde a Milano, quella del Mart di Rovereto ha un carattere più allargato. Obiettivo è infatti quello di ricostruire il progetto di espansione culturale di Margherita Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Europa e nelle Americhe per promuovere lo stile italiano e l’idea di “moderna classicità”.
In mostra qui, circa cento opere con capolavori di Boccioni, De Chirico, A. Wildt, i sette fondatori di Novecento italiano, ma anche di artisti come Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio Morandi, Medardo Rosso, Gino Severini.

Sono veramente belle ed interessanti le due Mostre e ne è ''valsa la pena'' visitarle, perché sono riuscito a vedere circa duecento quadri, opere originali dei più grandi artisti del Novecento italiano, provenienti da tutto il mondo.

4 commenti:

Annamaria ha detto...

Grazie Stefano di questo post sempre interessante.
A presto!!!

Stefano ha detto...

Grazie a Te! Ci vedremo a Modena o a Spervara.
Un abbraccio

EriKa Napoletano ha detto...

Molto interessante! A presto!

Stefano ha detto...

Grazie Erika
A presto, un Abbraccio