mercoledì 23 gennaio 2019

''Stupor Mundi'' ovvero Federico II di Svevia

Ah… Vi ricordate di Federico II di Svevia… Ma sì, quello che è stato Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, denominato ''Stupor Mundi (Meraviglia del Mondo)''
 


Federico II di Svevia (dal Web)
Federico II era per discendenza paterna uno Hohenstaufen di Svevia (Enrico VI), ma per discendenza materna Normanna (Costanza d'Altavilla) e nipote del grande Ruggero II.
Nato per caso a Jesi nel 1194 sotto una tenda, la sua infanzia trascorse nella cornice esotica del Palazzo Reale di Palermo e qui, all’età di 4 anni, diventò Re.

 
Il parto di Costanza d'Altavilla di Federico II a Jesi sotto una tenda
Durante il periodo della sua minore età singoli privati usurparono le funzioni della legge e della pubblica amministrazione, e questo in misura ancor maggiore quando la regina Costanza morì, nel 1198,  dopo aver nominato il papa Innocenzo III tutore di suo figlio; e sebbene Innocenzo fosse un grande papa, ben poco poteva fare per difendere gli interessi del suo pupillo.

Federico parlava otto lingue e in tutte sapeva anche scrivere. Amava le persone colte, e intorno a lui si raccolsero intellettuali, scienziati, architetti e dei poeti della cosiddetta “Scuola Siciliana”.
Era lui stesso coltissimo e, ci resta un trattato sistematico sulla falconeria (la caccia con gli uccelli) che è anche un tratto ornitologico. Per questo era descritto come ''Stupor Mundi''.

Federico II a caccia con il  Falcone (dal Web)
La propaganda guelfa e antimperialista utilizzò il suo amore per la cultura araba per accusarlo di somigliare più ad un Sultano che ad un Imperatore cristiano (si diceva anche che tenesse un harem). In verità sposò tre Principesse ma amò una sola donna, l'ultima: Bianca Lancia.

I ghibellini lo presentarono invece come colui che avrebbe riportato la giustizia nel mondo.
Nei progetti dell’imperatore vi era un Impero Universale Romano basato sui singoli regni, ognuno dei quali rigorosamente organizzato. Per essere così l’Impero doveva unificare sotto una sola corona i regni di Germania e di Sicilia.
La difficoltà stava nel fatto che i domini che componevano l’impero erano molto diversi.
La Germania aveva una sua organizzazione politica e amministrativa feudale-vassallatica.
La Sicilia era una monarchia centralizzata.
L’Italia centro-settentrionale era caratterizzata da forti comuni molto autonomi.
A Roma, i territori della chiesa si erano consolidati sotto il pontificato d’Innocenzo III

Federico per prima cosa unì il regno di Sicilia a quello di Germania. Così l’impero fu esteso dalla Germania alla Sicilia, interrotto proprio a metà dell’Italia dal patrimonio di San Pietro, che ne rimaneva accerchiato.
Le sue capacità suscitarono la diffidenza di Papa Gregorio IX che invitò Federico a partecipare a una Crociata. Giunto a Gerusalemme incontrò il Sultano Al-Kamil. e conoscendo bene la lingua araba, fece degli accordi con lui. Forte di un prestigioso successo, rientrò in Italia.

L'incontro tra Federico II e il Sultano (Web)

Per affermare la sua autorità, nel 1231 Federico emanò le Costituzioni Melfitane nelle quali era proclamata l’autorità del sovrano su tutti gli altri governanti. Tutti si unirono e ricostruirono la Lega Lombarda. (come ai tempi di suo Nonno Federico Barbarossa).
Federico centralizzò anche le scritture pubbliche, organizzò un archivio del regno e introdusse l’uso di registrarne gli atti in una cancelleria. L’imperatore combatte tenacemente i signori feudali e costruì, in punti strategici, alcuni Castelli Reali per vigilare contro eventuali sediziosi.

Nel 1240 fece edificare Castel del Monte in Puglia come Casa di caccia, a forma ottagonale, famoso ed affascinante, sintesi dell’architettura gotica, romanica e orientale.

Castel del Monte
Nel 1250 Federico morì a Fiorentino di Puglia forse per avvelenamento o per un'infezione.
Gli storici scrissero di lui che era molto attento all'igiene e alla cura del corpo, atteggiamento raro nel Medioevo. Inoltre consumava un solo pasto al giorno e faceva il bagno anche la domenica.

A Federico successe sul trono Siciliano Manfredi, suo figlio illegittimo che divenne il punto di riferimento di ghibellini italiani.
Nel 1266, però, fu sconfitto e ucciso nella Battaglia di Benevento. La stessa sorte di Manfredi toccò anche a Corradino, nipote di Federico II a Tagliacozzo.
Così con lui si estinse la casata di Svevia e iniziò il declino del potere imperiale.

martedì 15 gennaio 2019

L'acqua del Sindaco

Quando si ha sete per strada, in genere, si va al bar e si chiede un bicchiere d'acqua!
Il barista ti dice quasi sempre: ''Vuole l'acqua del Sindaco o la bottiglietta già confezionata?''.
Di solito si acquista quella in bottiglia, ma bisogna sapere anche che l'acqua Municipale dei vari rubinetti delle Città Italiane, detta in gergo ''l'acqua del Sindaco'' è molto buona e controllata!

La prima Centrale dell'Acqua di Milano
A Milano esiste all'angolo di via Cenisio  e Piazza Diocleziano la prima e la più antica Centrale dell'Acqua della città, tra quelle ancora esistenti. L'impianto, progettato da Franco Minorini, ingegnere dell'Ufficio tecnico municipale, entra in funzione nel 1906, e grazie ai 10 pozzi con elettropompe sommerse, aveva una portata di base di 300 litri al secondo.

L'interno della Centrale dell'Acqua di Milano
Vi ricordo che già verso la fine dell'Ottocento, Milano si trova a dover affrontare la distribuzione di acqua potabile, di fronte allo sviluppo industriale, ma anche alla crescita della popolazione e alle necessità igieniche. A Milano già allora esistevano circa 6000 pozzi ''privati'' per l'abbondanza di acqua potabile e si poteva attingere l'acqua dalla falda freatica, profonda 6-7 metri.
Pertanto tra il 1888 e il 1898 vengono costruiti in forma sperimentale i primi 2 impianti meccanici di sollevamento d'acqua da due pozzi ''pubblici'', profondi oltre 80 metri.

Per concludere, ora il primo impianto e l'edificio di Via Cenisio, 39 è stato sottoposto a restauri ed è stato riaperto alle visite a luglio 2018. Le varie apparecchiature ci immergono in un'esperienza molto affascinante.
Nasce così uno spazio didattico per mostre, visite guidate e laboratori che vuole generare un uso responsabile di una risorsa così preziosa per tutti, ovvero ''l'acqua del Sindaco''.

L'ingresso al Museo dell'Acqua è gratuito!